Lettera №13. Note cosmologiche

Domande e Risposte di M. ricevute nel gennaio 1882 ad Allahabad

<…> (3) Domanda: I mondi degli effetti si trovano fra i mondi in attività nella serie discendente?

(3) Risposta: I mondi degli effetti non sono loka o località. Essi sono l’ombra del mondo delle cause, che sono le loro anime – mondi che, come gli uomini, hanno i loro sette principi che si sviluppano e crescono contemporaneamente al corpo. Così il corpo dell’uomo si lega e rimane sempre nel corpo del suo pianeta; il suo principio vitale individuale jivatma, ciò che in fisiologia è chiamato spirito animale, ritorna dopo la morte alla propria sorgente – Fohat; il suo linga sharira sarà attratto da Ahasha; il suo Kamarupa si riunirà alla Shakti Universale – la Forza di Volontà o energia universale; la sua “anima animale”, presa in prestito dall’alito della Mente Universale, ritornerà ai Dhyan Chohan; il suo sesto principio – assorbito o emesso dalla matrice del Grande Principio Passivo – deve rimanere nella propria sfera o come parte del materiale grezzo o come entità individualizzata che deve rinascere in un mondo di cause superiore. Il settimo principio lo porterà fuori dal Devachan e seguirà il nuovo Ego fino al luogo della rinascita…

(5) Domanda: Donde proviene l’anima animale, il suo quinto principio? Esso risiedeva in potenza fin dall’inizio nell’impulso magnetico originale che costituiva il minerale, oppure passa, per così dire, attraverso un oceano spirituale ed assorbe qualche nuovo principio ad ogni passaggio dall’ultimo mondo dell’arco ascendente alla prima sfera?

(5) Risposta: Come vedete, il quinto principio si sviluppa dal suo interno poiché, come ben dite, l’uomo ha in germe “la potenzialità” di tutti i sette principi dell’istante stesso in cui appare nel primo mondo delle cause come soffio sottile, che si coagula e si solidifica assieme alla sfera madre. Lo Spirito o VITA è indivisibile. E quando parliamo del settimo principio non s’intende né la qualità, né la quantità, né la forma, ma piuttosto lo spazio occupato in quell’oceano spirituale dai risultati o dagli effetti quivi impressi (benefici come sono tutti quelli di un collaboratore della natura).

(6 ) Domanda:: Avendo compiuto il ciclo nella forma animale superiore, con il successivo tuffo nell’oceano spirituale l’anima animale acquista il settimo principio, che gliene fornisce un sesto. Questo determina la sua vita futura sulla terra, ed al termine della vita terrestre essa ha abbastanza vitalità per attrarre il settimo principio, oppure lo perde e cessa d’esistere come entità distinta?

(6 ) Risposta: Il settimo principio esiste sempre come forza latente in ogni principio – perfino nel corpo. Come Tutto Macrocosmico esso è presente anche nella sfera inferiore, ma quivi non v’è nulla che lo attiri a sé.

(7) Domanda: L’anima animale, avendo in passaggi successivi attraverso il ciclo perduto, per così dire, l’impulso che prima lo portava oltre il cammino divergente verso il basso, che inizia qui, cade nel mondo inferiore, nel ciclo relativamente breve in cui si dissolve la sua individualità. Ma ciò potrebbe accadere solo all’anima animale che a contatto dello spirito non avesse sviluppato un sesto principio duraturo. In tal caso, se il sesto principio attirando a sé l’individualità dell’uomo completo avesse così distrutto il quinto principio inferiore – come il fiore dell’aloe fa avvizzire i petali quando è reciso – l’anima animale non avrebbe abbastanza forza per entrare in un’altra esistenza in un mondo inferiore e presto si dissolverebbe nella sfera d’attrazione di questa terra.

(7) Risposta: Capirete meglio se modificherete le vostre idee secondo quanto ho detto sopra. L’individualità completa si fonda sui tre principi centrali, o terzo, quarto e quinto principio. Durante la vita sulla terra essa si basa esclusivamente sul quarto principio, il centro dell’energia, la volizione – volontà. Il Sig. Hume ha definito perfettamente la differenza che passa fra le personalità e l’individualità. La prima difficilmente sopravvive – la seconda, per percorrere per sette volte successive il cammino discendente ed ascendente, deve attrarre a sé la forza vitale eterna che risiede solo nel settimo principio e quindi unire i tre principi (il quarto, il quinto ed il settimo) in un altro – il sesto. Chi riesce a fare ciò diventa Buddha, Dhyan Chohan, ecc. Lo scopo principale delle nostre lotte ed iniziazioni è di raggiungere quest’unione sulla terra. Chi riesce non ha nulla da temere durante la quinta, sesta e settima ronda. Ma questo è un mistero. Il nostro amato K.H. sta per raggiungere la meta – la meta suprema fra tutte oltre questa sfera e sulla medesima.

M.