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Il canone "Per il tuo Dio" e la piccola verità

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Minato Namikaze's picture
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Il canone "Per il tuo Dio" e la piccola verità

Che differenza tra il canone "Per il tuo Dio" e la piccola verità, che l'Insegnamento condanna?

Quote:

Il Mondo del Fuoco richiede, per prima cosa, di discriminare fra verità secondarie e grande Verità. Niente fa deviare gli uomini dal sentiero più delle verità marginali. Estrapolano piccoli frammenti, senza pensare a connetterli con ciò che precede e con ciò che segue. Tali frammenti non sono migliori delle menzogne, mentre l’importanza del Mondo del Fuoco riposa 42 sulla grandezza della Verità. Bisogna prepararsi alla Verità con tutti i mezzi; è impossibile supporre che la comprensione della sua grandezza nasca da sé. La coscienza deve essere preparata a contenere tali dimensioni, e non è affatto facile. Vedete come anche le parole più semplici vengano  fraintese. È quasi impossibile immaginare fino a che punto vada distorto il senso delle parole più ordinarie. Eppure bisogna superare la prova di tanti concetti diversi. Solo il riconoscimento delle dimensioni superiori evoca l’Appello supremo: Raj! Raj! Raj! È un contenuto triplice che conduce alle sfere superiori. Raj non conosce vendetta né censura; Raj è magnanimo, perché punta al futuro. Raj vuole il bene, poiché è amore creativo. È una misura di protezione contro le piccole verità, che affiancano il male, il dubbio e la condanna. Se dunque volete temprare lo spirito, ripetete l’antico Mantram: Raj, Raj, Raj!
[Mondo del fuoco II, 199]

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"Piccola verità" nella citazione è inteso come un pezzo di verità, fuori contesto, tagliato dal precedente e successiva, e quindi non da il quadro generale ed è la base per la costruzione di un mosaico false della percezione del mondo. Ma cuando parliamo di canone "Per il tuo Dio", anche la quella verità parziale non è separata dal contesto, ma al contrario - è adattato al contesto, è strettamente legato al contesto dell'interlocutore e con esso, può dare un quadro completo, che sarà più vicina alla realtà di quanto non fosse prima. Così il risultato sarà diverso. In un caso, la formazione di falsi viste, e l'altro - ravvicinamento alla verità.

Così la differenza non è nella quantità di verità, ma in collegamento o isolamento dal contesto, portando o allontanando dalla vera comprensione.

È importante che l’attenzione sia intensa. Lo spirito vigile precede la comprensione. 
[Foglie del giardino di Moria II, 96]

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Similarità:

In entrambi casi la quantità di verità è limitata.

Differenze:

1. Il canone "Per il tuo Dio":

  • la verità è strettamente collegata con il contesto
  • consente di formare un quadro complessivo relativamente completo
  • presente il comprensione della grandezza della Verità
  • quello chi dice - determina la quantità di verità
  • assenza di rabbia, condanna, sminuire, dubbio

2. La piccola verità:

  • la verità è fuori contesto
  • non permette di formare un quadro complessivo relativamente completo
  • assenza di comprensione della grandezza della Verità
  • quello chi ascolta - determina la quantità di verità
  • la grande probabilità di generare rabbia, il dubbio, condanna, sminuire

È importante che l’attenzione sia intensa. Lo spirito vigile precede la comprensione. 
[Foglie del giardino di Moria II, 96]

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Alcuni hanno dubbio che nel canone "Per il tuo Dio" il volume della verità trasmessa viene ridotto. A sostegno di questo posso far vedere le seguenti parole di Helena Roerich:

Quote:

Tuttavia il canone “Per il tuo Dio” deve essere applicato nella vita praticamente ad ogni passo. Durante una conversazione, se non c’è unità di coscienza, il nostro primo dovere non è irritare il nostro compagno contraddicendolo e criticando le sue opinioni; ma partendo dalle sue migliori qualità e considerandone il livello di coscienza, dobbiamo gradualmente e pazientemente ampliare il suo orizzonte. Così, parlando con un musulmano, non comincerai a lodare il Signore Buddha o a svilire Maometto, ma discuterai con lui tutto ciò che c’è di bello nella sua religione, e quando si presenta l’opportunità, darai un’interpretazione più ampia e profonda del significato di alcuni aforismi di Maometto che fanno parte del tesoro mondiale della saggezza. Nello stesso modo ti comporterai in qualsiasi altra situazione della vita. Con un accanito sciovinista non ti pronuncerai contro il suo paese, ma scoprirai le espressioni e le qualità migliori della sua nazione, suggerendogli nuovi modi per sviluppare le sue peculiari caratteristiche. La tua vasta conoscenza delle credenze popolari attenuerà il fattore sciovinista, e inaspettatamente per lui, la sua limitata coscienza comincerà a rispondere alla nota dell’inclusività. E così, si dovrebbe imparare a condurre conversazioni al momento giusto, senza animosità e considerando il proprio interlocutore con benevolenza. In particolare, sii PAZIENTE e rispettoso con il tuo avversario, e non dare spazio a irritazione, derisione o altre cose indegne. In ogni conversazione sarebbe necessario sacrificare il proprio io, assieme alla conoscenza che si possiede, senza vantarsi della propria illuminazione. Rammenta quello che
dice l’Insegnamento sulla pomposa ignoranza che ama esporre alla finestra i rami secchi della sua conoscenza, mentre chi veramente sa non teme di tagliare una fetta del suo sapere quando questo può opprimere e umiliare il proprio compagno. In tal modo il canone “Per il tuo Dio” è una prova di vero altruismo, senza il quale nulla può essere raggiunto.
[26 gennaio 1939]

È importante che l’attenzione sia intensa. Lo spirito vigile precede la comprensione. 
[Foglie del giardino di Moria II, 96]

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Quote:

Amici! Ponete quattro pietre a base delle vostre azioni: Prima — Venerazione per la Gerarchia. Seconda — Realizzazione dell’unità. Terza — Commensura. Quarta — Applicazione del canone: “Per il tuo Dio”.

Ad affermare la Prima, evocate tutto il vostro amore. Richiamate dalla vostra infanzia i sorrisi migliori, i raggi del sole più fulgenti, il primo canto degli uccelli sotto la finestra.

Per la Seconda, cingetevi nell’armatura del giorno, afferrate le armi delle vostre azioni, e rinnovate le capacità percettive con un sorso d’acqua fresca.

Per la Terza, scegliete nel luogo dove lavorate la linea verticale più lunga, e chiamatela scala dimensionale del Piano. Alla scala del Piano mondiale applicate mentalmente ogni scontento, irritazione e fatica e, così paragonando, non troverete il minimo posto per gli umori illusori.

Per la Quarta, raffiguratevi l’infinità dell’universo stellare. In verità, il Nostro Padre ha molte dimore; quale escludere? Ricordando il canone stabilito, immaginate che dal chiuso della casa uscite alla luce. Così vi verrà quanto vi occorre.

Incidete sulla prima pietra una Colomba; sulla seconda un Guerriero; sulla terza un Pilastro; sulla quarta il Sole.

[Foglie del giardino di Moria II, 235]

Quote:

Ciò che ora dirò e importantissimo. Il canone: “Per il tuo Dio”, è il più eccelso, è la base del Nuovo Mondo. Finora si diceva: “Il mio spirito si rallegra in Dio, mio Salvatore”. Ora direte: “Il mio spirito si rallegra in Dio, tuo Salvatore”.

Dico solennemente che in ciò è la salvezza. “Lunga vita al tuo Dio!”. Così direte a tutti; e scambiandovi gli Dei, andrete verso l’Uno.

Là dove altrimenti si affonderebbe, si può andare sicuri, se non si nega. Là dove si potrebbe soffocare, si passa indenni, dicendo: “Il tuo Dio”. Là dove si venera la materia, si può passare solo elevando la materia terrena al Cosmo. È indispensabile non avere alcun attaccamento alla Terra.

Perché esiste la leggenda della discesa del Cristo all’inferno? Il Maestro si rivolse agli strati inferiori del mondo astrale, dicendo: “Perché nutrire pensieri terreni e legarsi per sempre alla Terra?”. E molti insorsero in spirito, e salirono in alto.

Trovate dunque il Dio di ciascuno, ed esaltateLo. Lo si può capire nella mente, ma è molto meglio accettarlo nel sorriso dello spirito. Quando le cose più ardue divengono facili, come il volo degli uccelli, allora le pietre stesse si uniscono a comporre una Cupola, e Cristo, il Muratore, apparirà a ciascuno.

[Foglie del giardino di Moria II, 211]

Quote:

Mi chiedi: «In quali casi si deve applicare il canone “Per il tuo Dio”, e quando è nostro dovere resistere al male?». Come esempio citi la preghiera del Cristo che perdonò coloro che lo perseguitarono poiché «essi non sanno ciò che fanno». Da questo ne deduci che, «se le azioni devono essere giustificate in base al livello di coscienza della persona che agisce, ma che non si rende conto che le sue azioni sono causate dalle tenebre, allora si può supporre che, a quanto pare, non dovremmo resistere a un simile male, come fece Cristo». 

A questo ti rispondo che il canone “Per il tuo Dio” e la non resistenza al male sono due concetti completamente differenti. Il canone “Per il tuo Dio” significa, in altre parole, capacità di contenere e, allo stesso tempo, commensura; e proprio la commensura non ammette l’acquiescenza al male. Il canone “Per il tuo Dio” è applicabile dove c’è un’evidente traccia di bene, anche se viene compreso in modo ristretto. Ma applicare questo canone al male, come non resistenza al male, non è solo un gesto di arrendevolezza, ma anche un atto di collaborazione con le tenebre. Non resistere al male significa consentire l’invasione del caos, il cui risultato sarà la comparsa di ogni possibile calamità e la rovina dei popoli.

[Helena Roerich, 26 gennaio 1939]

Ciò che oggi non è fattibile, sarà facile domani. 
[Foglie del giardino di Moria I, 283]